Ipocrisia, la condizione umana

10 apr

inquinamento

“Non nominare il nome di Dio invano” ecco cosa recita il secondo comandamento. Personalmente credo abbia un significato che va ben oltre la bestemmia o similaria, questo comandamento si riferisce alla vera condizione umana: l’ipocrisia.
L’ipocrisia ricorre molte volte nei vangeli, ad esempio quando nel tempio Gesù la attribuisce ai dottori della legge che si aggiravano spavaldi e pieni di sé beandosi della loro posizione sociale di fronte ai più poveri.
Erano tempi in cui si gettavano tante piccole monete sonanti nella cassa dell’elemosina per attirare l’attenzione, ma poi si rubava il cibo ai poveri e agli affamati.

Oggi la situazione è tal quale ad allora, nulla è cambiato. Il rumore di quelle monete ancora risuona nelle cassette delle offerte e a gettarcele ci sono sempre le stesse persone. Sono proprio coloro che con una mano salutano e con l’altra rubano. Gente priva di scrupoli che si macchia di talmente tanti peccati ed ha una serie enorme di responsabilità che graveranno sulla loro anima per tanto, tanto tempo. La morte non potrà sottrarli al loro destino e quindi dovranno rendere conto delle loro azioni.
Quando è sceso sulla terra Gesù ha collezionato talmente tanti nemici, molto furbi e abili con le parole e con altri strumenti mediatici, che ormai la Chiesa ha la fama di istituzione ipocrita che usa il cristianesimo per rubare, uccidere e comandare.
Purtroppo molti di questi nemici sono proprio all’interno della Chiesa stessa e dalla loro posizione riescono a strumentalizzare i fatti e a gestirli molto abilmente per screditare l’istituzione stessa. Del resto lo stesso Giovanni Paolo II ha definito la Chiesa santa e meretrice, ma questo non giustifica il fare di tutta l’erba un fascio.
Non c’è solo chi si approfitta del nome del Signore e in nome suo agisce scorrettamente, esistono molti che offrono la propria vita per salvare quella altrui.

Molti, spacciandosi per cristiani, si sposano in Chiesa senza credere, senza aver mai nemmeno aperto un vengelo o aver passato un’ora domenicale a messa. Ho visto con i miei occhi coppie arrivare al corso prematrimoniale e dichiarare che non avrebbero più potuto seguire ma che avrebbero lo stesso voluto sposarsi in Chiesa. Ma che senso ha? Dichiarare di essere credenti se poi non si agisce come tali. Le regole sono chiare: con me o contro di me, chi è con me raccoglie, chi è contro disperde. Allora che motivo c’è di invocare il nome di Dio se non lo si riconosce come Padre? Certo che lo Spirito Santo può in qualsiasi momento intervenire, ma è pur vero che è bloccato dal libero arbitrio che ognuno di noi ha. Chi non è cristiano ma si professa tale ha un peccato molto grave e cioè quello di aver strumentalizzato il Padre per i propri fini quello di aver nominato Dio invano.

La nostra società fa dell’ipocrisia uno stile di vita e in nome di giuste cause adotta comportamenti scorretti, prendete ad esempio alcune multinazionali alimentari che sembrano avere un occhio attento alla nutrizione dei bambini ma poi procurano seri danni alla salute di questi proponendo cibi veloci, di scara qualità e privi di valori nutrizionali.
Oppure le sorelle del latte, cioè le multinazionali produttrici di latte in polvere che spingono affinché le mamme utilizzino i loro prodotti insinuando che siano migliori del latte materno. E molte mamme ci cascano per amore dei propri figli.
E che dire di chi ostenta benevolenza, intenti umanitari, attenzione per la popolazione invece poi è colluso con la malavita, interessato solo ai soldi e a fare i propri interessi a discapito della povera gente? Dei finti ambientalisiti, di coloro che si battono il petto, di chi soggioga le folle e le invia al massacro, di chi in nome dello siluppo sacrifica tanti giovani in guerre senza senso.
E ancora, perché chi comanda si disinteressa della condizione della popolazione e accetta compromessi e tangenti, scarifica il bene pubblico e amministra a proprio vantaggio le ricchezze dei contribuenti?

L’ipocrisia ormai non è più nemmeno un mistero e tutti sanno bene chi sono gli ipocriti, ma sembrano accettare la situazione divenendo a loro volta degli ipocriti.
E allora ecco il mio grido, non giratevi dall’altra parte, non attraversate la strada per evitare di incrociare gli occhi di un derelitto. Toglietevi gli abiti e vestitevi di sacco. Non gettate monetine rumorose nella cassetta delle offerte solo per farla risuonare e così attirare l’attenzione su di voi e quello che possedete, ma gettatele per riempirla, riempirla di ciò che siete veramente. Non lasciatevi trasportare per vie comode e confortevoli che nascondono insidie preparate dagli ipocriti. Scegliete invece la via più disagevole e percorretela a piedi nudi, senza paura e vedrete che dopo pochi passi qualuno vi inidcherà la direzione giusta e allora la strada diverrà meno aspra, più sopportabile e vi porterà alla meta desiderata.

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2 Risposte a “Ipocrisia, la condizione umana”

  1. Mr.Loto 12 aprile 2010 a 12:36 #

    Bel post, sono d’accordo con l’analisi che hai fatto di questa società”moderna”; oggi le notizie viaggiano velocemente, quasi in tempo reale, da una parte all’altra del globo. Ma come hai detto anche tu nulla è cambiato. Affinchè le persone buone e giuste vengano messe alla prova e quindi “temprate” è necessaria la presenza del male; per questo motivo la lotta fra il bene ed il male esisterà fino a che esisterà l’uomo sulla terra. La vita, quella vera, comincia dopo. :-)

    • urlaneldeserto 13 aprile 2010 a 18:56 #

      Grazie sempre più contento che i miei post ti piacciano! In effetti i tuoi commenti mi danno spunto per nuovi post, in particolare la lotta tra bene e male merita un approfondimento. Interessante è notare come la presenza di Dio sia cmq sempre costante benché il male possa liberamente mietere vittime. Sembrerebbe un paradosso ma pensandoci bene… è necessario come giustamente dici tu.

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